Impianto EVAC: la definizione
Un impianto EVAC (Emergency Voice Alarm Communication) è un sistema di diffusione sonora che emette allarmi vocali allo scopo di guidare le persone all’interno un edificio, in caso di evacuazione di emergenza, a uscire in modo ordinato e sicuro.
L’antincendio EVAC è normalmente collegato a un sistema di rivelazione e allarme incendio (IRAI), oppure interfacciato con altri sistemi di sicurezza, in modo tale da attivare in modo tempestivo e coerente le procedure previste dal piano di emergenza.
La principale funzione di un EVAC è quindi fornire indicazioni chiare e precise in caso di pericolo, attraverso messaggi diffusi da altoparlanti, che possano essere utili a chi si trova in un immobile per raggiungere l’esterno con facilità.
Grazie agli impianti EVAC si riducono i tempi di ricognizione delle condizioni di emergenza e di risposta, rendendoli così un elemento rilevante nella progettazione antincendio.
Come funziona un sistema EVAC
Il significato di EVAC, il cui acronimo tradotto vuol dire “comunicazione di allarme vocale di emergenza”, ne identifica la funzione principale: la diffusione di informazioni vocali per la salvaguardia di vite umane in una situazione di pericolo.
Questa è la priorità rispetto a eventuali usi del sistema a carattere non emergenziale in condizioni di normalità, se previsti dal progetto, come ad esempio annunci o sottofondo musicale.
Il funzionamento tipico di un EVAC a norma prevede:
- attivazione automatica (da sistema di rivelazione incendio o centrale di gestione emergenza) e/o attivazione manuale (da postazioni microfoniche dedicate) delle misure protettive;
- selezione per zone (aree di diffusione definite in base alla strategia di esodo), con possibilità di evacuazione totale o per fasi;
- attivazione delle misure gestionali (piano di evacuazione e procedure di emergenza): priorità e supervisione, gestione delle priorità dei segnali e controllo dello stato di linee e componenti con indicazione dei guasti;
- rispetto dei requisiti prestazionali acustici: udibilità e intelligibilità del messaggio parlato in coerenza con con rumore ambientale, riverberazione e geometria degli ambienti, per limitare zone d’ombra sonora e messaggi non comprensibili, ad esempio anche a causa di un numero insufficiente di diffusori o del loro posizionamento non ottimale.
Gli EVAC sono strutturati in modo tale da emettere, una volta ricevuto l’input dal sistema di rilevazione, un segnale di allerta entro 3 secondi, che deve essere simultaneo in tutti gli altoparlanti collegati. I segnali o messaggi successivi proseguono con tempistiche predefinite, fino a quando saranno modificati secondo le procedure di evacuazione, oppure silenziati manualmente dai responsabili.
EVAC: le caratteristiche
Un sistema EVAC a norma e conforme agli standard qualitativi richiesti è composto da:
- centrale di controllo con funzioni di gestione e coordinamento delle diverse componenti;
- sorgenti audio per la diffusione di messaggi pre-registrati;
- microfoni per la diffusione di messaggi in diretta da parte del personale addetto;
- amplificatori e diffusori idonei all’uso in sistemi di allarme vocale, a parete o a incasso;
- alimentazione primaria e di riserva, dimensionata secondo prescrizioni normative e di progetto (quiescenza + allarme), con supervisione e segnalazione dei guasti;
- cablaggi resistenti al fuoco (norma CEI 20-105) idonei a garantire l’integrità del circuito per il tempo richiesto.
La configurazione tipica di un impianto EVAC segue questo schema progressivo:
- centrale di rivelazione/allarme o sistema di gestione emergenza;
- interfaccia di attivazione;
- apparecchiatura di controllo del sistema di allarme vocale;
- amplificazione;
- circuiti diffusori/altoparlanti suddivisi per zone, con postazione microfonica di emergenza e alimentazione di riserva.
Il funzionamento deve inoltre garantire un livello di facilità tale da assicurare l’attivazione manuale da parte di un operatore.
Sistemi EVAC: la normativa di riferimento
In Italia, gli impianti EVAC come normativa sono regolati dal Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e successivi aggiornamenti), che tratta la strategia “Rivelazione ed allarme” (capitolo S.7) e, in specifiche regole tecniche, prevede il sistema EVAC per determinate condizioni e attività.
La norma tecnica nazionale dedicata ai sistemi di allarme vocale asserviti agli impianti di rivelazione incendio è la UNI 11988:2025, la quale ne stabilisce gli standard di riferimento per progettazione, installazione, esercizio e manutenzione.
Per i componenti e le apparecchiature, il riferimento è la famiglia UNI EN 54, da utilizzare secondo l’ambito applicativo del progetto e delle norme richiamate. Nel dettaglio:
- UNI EN 54-4: apparecchiature di alimentazione;
- UNI EN 54-16: apparecchiature di controllo e segnalazione per i sistemi di allarme vocale;
- UNI EN 54-24: componenti sistemi allarme vocale: altoparlanti;
- UNI/TR 11607: dispositivo acustico e VAD (luce).
Per controlli e manutenzione in esercizio, si applicano i decreti sulla gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro e, in particolare, il D.M. 3 settembre 2021 per criteri generali di controllo e manutenzione di impianti e attrezzature antincendio.
Quando è obbligatorio un impianto EVAC?
L’obbligatorietà di un EVAC non è universale per tipologia edilizia, ma dipende dalla normativa applicabile all’attività prevista in un immobile e dagli esiti della valutazione del rischio nell’ambito della progettazione antincendio.
Nel Codice di Prevenzione Incendi, l’EVAC può risultare esplicitamente richiesto in specifici contesti. In pratica, l’installazione è frequente quando:
- l’affollamento è elevato o la complessità dell’esodo richiede istruzioni chiare e differenziate per zone;
- è prevista evacuazione per fasi (ad esempio in edifici alti o compartimentati);
- è richiesta dal progetto approvato dai Vigili del Fuoco.
In linea di massima, l’installazione di un impianto EVAC è comune in edifici quali:
- cinema;
- garage;
- hotel;
- musei;
- ospedali;
- scuole con più di 500 persone;
- stabili con più di 300 persone;
- stazioni delle metropolitane.
Il Codice indica che, in esito alle risultanze della valutazione del rischio, in attività con affollamenti elevati o geometrie complesse può essere prevista l’installazione di un EVAC. Molto spesso sono le commissioni dei Vigili del Fuoco a consigliarne l’installazione dopo una valutazione accurata del pericolo legato al luogo specifico.
Progettazione, costi e manutenzione
La progettazione e l’installazione di un impianto EVAC devono essere coerenti con la strategia antincendio dell’edificio o dell’attività (esodo, compartimentazione, gestione della sicurezza, procedure) e devono essere effettuate da aziende specializzate e qualificate, in conformità alle normative vigenti.
La documentazione tecnica deve includere:
- planimetria dell’edificio
- relazione acustica che comprenda:
- mappatura delle aree acusticamente separate per ogni zona di altoparlanti d’emergenza
- tempo di riverberazione previsto o misurato in ogni area almeno nelle bande di ottava 500 Hz e 2 kHz
- livello di rumore ambientale in ogni area
- descrizione del pericolo
- descrizione delle condizioni ambientali
- descrizione dell’ambiente in cui sono installate le apparecchiature
- piano di gestione delle emergenze
- destinazione d’uso dell’edificio o della struttura
- numero degli occupanti e cambiamenti dei livelli di occupazione
- categoria delle apparecchiature di controllo e segnalazione del sistema di allarme vocale
- posizione delle apparecchiature
- informazioni sulla zona di evacuazione
- limiti fisici di ogni zona di emergenza
- accesso al sistema di allarme vocale per scopi d’emergenza.
Il costo di un impianto EVAC può variare significativamente in base a diversi fattori, tra cui dimensioni e complessità dell’edificio, caratteristiche del sistema EVAC, fornitore e marca, tipologia di messaggi (solo allarmi sonori o anche messaggi vocali pre-registrati), certificazioni.
In Italia, la manutenzione ordinaria degli impianti EVAC è obbligatoria per legge, in conformità al Codice di Prevenzione Incendi. Le specifiche prescrizioni di manutenzione sono contenute nel Allegato A, che definisce i requisiti tecnici e prestazionali per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti EVAC.
La manutenzione straordinaria deve essere effettuata ogni volta che si verificano guasti o malfunzionamenti all’impianto. Oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, è importante effettuare anche verifiche periodiche del corretto funzionamento del sistema di alimentazione di emergenza. La responsabilità della manutenzione degli impianti EVAC grava sul proprietario dell’immobile.
CPI win FSE di Namirial: il software per la Fire Safety Engineering
Per una corretta applicazione dei principi dell’ingegneria della sicurezza antincendio e per l’efficace gestione dell’evacuazione delle persone, è fondamentale l’impiego di digitali professionali.
A questo scopo, il software CPI win FSE di Namirial è un potente strumento di analisi che permette di simulare lo sviluppo dell’incendio, la sua propagazione egli effetti su persone, strutture e beni, secondo gli indirizzi del D.M. 9 maggio 2007.
Grazie a un post processore, partendo da un’interfaccia grafica CAD familiare, CPI win FSE è in grado di trasformare tutti i risultati della simulazione ottenuta in diagrammi e curve facilmente interpretabili, semplificando la lettura dei dati e la loro integrazione in una relazione.
Queste sono le funzioni principali del software:
- progettazione delle vie di esodo e verifica della correttezza del piano di emergenza previsto per questa specifica attività;
- simulazione dell’evacuazione delle persone dal luogo soggetto a pericolo (con o senza incendio), tenendo conto di contesto strutturale, scenario ipotizzato e comportamento degli individui coinvolti;
- creazione delle curve tempo-temperatura in qualsiasi punto di uno scenario, per la verifica analitica della resistenza al fuoco sulla base delle curve naturali e non di quelle standard;
- progettazione e verifica delle soluzioni alternative per le varie strategie antincendio ai sensi del D.M. 03/08/2015 (Codice di Prevenzione Incendi);
- progettazione della curva di rilascio di energia termica HRR (Heat Release Rate) in funzione della geometria dei locali e del carico di incendio, in conformità al capitolo M.2.6 del D.M. 3 agosto 2015;
- integrazione di strumenti per lo studio e l’analisi dei fumi con l’uso dei JetFan;
- simulazione dell’incendio in cloud, sfruttando la rete per effettuare varie simulazioni contemporaneamente.
L’utilizzo di CPI win FSE è ulteriormente facilitata da:
- archivio aperto per l’inserimento di nuove tipologie di materiali;
- lettura dei dati di progetto degli impianti realizzati con i moduli MEP;
- integrazione nella relazione del rischio con la descrizione del processo dell’attività;
- creazione del layout a partire da un file FDS esistente con relativo report dei dati salienti
- maschera per impostare il calcolo su più macchine disponibili in rete.
Con il nuovo visualizzatore 3D dedicato, con render basato su tecnologia Unity3D utilizzata nel cinema, è possibile ottenere la visualizzazione dei risultati di calcolo per lo scenario oggettod ella simulazione mediante animazione grafica e rendering immersivo.
Con CPI win FSE, parte della vasta gamma di soluzioni tecnologiche per l’edilizia di Namirial, progettisti e tecnici qualificati possono realizzare una progettazione antincendio completa, efficace e all’avanguardia per gestire nel modo più sicuro ogni emergenza.








