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Caldaie a biomassa: funzionamento, tipologie e principali vantaggi

Le caldaie a biomassa sfruttano materiali organici, come legno e pellet, per produrre calore sostenibile, offrendo un'alternativa ecologica ed efficiente.
Caldaie a biomassa: funzionamento, tipologie e principali vantaggi
Tempo di lettura: 3 minuti

Indice dei contenuti

Cosa si intende per caldaie a biomassa

Le caldaie a biomassa sono generatori di calore che sfruttano l’energia prodotta dalla combustione delle biomasse in alternativa all’uso di fonti fossili come gas, gasolio o GPL.

La biomassa è definita come qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, utilizzabile ai fini energetici.

Sfruttare queste materie prime consente di avvalersi di una fonte rinnovabile per eccellenza, contribuendo a proteggere il ciclo naturale dell’anidride carbonica e l’ambiente. In aggiunta, se ne trae un notevole risparmio sui costi del combustibile.

La scelta di una caldaia a biomassa rappresenta oggi una valida alternativa sostenibile ai tradizionali sistemi di riscaldamento ed è particolarmente vantaggiosa in aree non servite dalla rete del gas metano.

Tuttavia, per la sua installazione, sono richieste alcune condizioni fondamentali, tra cui la disponibilità di uno spazio idoneo per il vano tecnico, la possibilità di installare una canna fumaria e la disponibilità di spazio per lo stoccaggio del combustibile.

Caldaia biomassa: come funziona

Il principio di funzionamento della caldaia a biomassa è praticamente identico a quello di una comune caldaia a gas.

A cambiare è la tipologia di combustibile utilizzato per la produzione dell’energia termica impiegata per il riscaldamento dell’acqua che circola all’interno dell’impianto.

Il funzionamento è basato sulla combustione della biomassa all’interno di una specifica camera, dove il materiale viene alimentato tramite un sistema automatico che lo brucia, generando calore. Questo calore viene successivamente trasferito a un circuito di riscaldamento che lo distribuisce in tutto l’edificio.

Come tutte le altre caldaie, anche quelle a biomassa sono progettate per lavorare tutto l’anno e possono essere spente tramite termostato durante la stagione estiva quando non vi è più l’esigenza di riscaldare gli ambienti.

Caldaie biomassa: le diverse tipologie

Le biomasse impiegabili nelle caldaie sono molto varie e si suddividono, in base allo stato fisico, in tre principali categorie:

  1. biomasse solide: sono le più diffuse nel settore del riscaldamento domestico e industriale. Includono materiali di origine vegetale come la legna da ardere a pezzi (ciocchi), il cippato (legno triturato), il pellet (scarti di legno compressi in cilindretti) e la segatura. In questa categoria rientrano anche i residui di attività agricole e forestali, come paglia e gusci, e, in casi più rari, alcune biomasse di origine animale;
  2. biomasse liquide: derivano principalmente dalla spremitura e raffinazione di semi oleosi o parti specifiche di piante, che vengono trasformati in combustibili come il biodiesel e il bioetanolo;
  3. biomasse gassose (Biogas e Syngas): si ottengono attraverso processi di decomposizione anaerobica e gassificazione.

Le caldaie più diffuse sono progettate per bruciare le biomasse solide legnose, che offrono il miglior compromesso tra potere calorifico, disponibilità e gestione

Inoltre, le caldaie a biomassa possono essere alimentate con un solo combustibile o con una combinazione di essi.

Pro e contro della scelta biomassa

Scegliere questo tipo di impianto comporta una valutazione attenta di specifici fattori:

1. Vantaggi delle biomasse

  • scarso impatto ambientale, dovuto al bassissimo livello di emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili;
  • risparmio effettivo sui consumi energetici nel lungo periodo;
  • basso costo della materia prima, in particolare del pellet o delle biomasse in generale, che sono spesso di facile reperibilità;
  • possibilità di sfruttare scarti agricoli o forestali, valorizzando risorse che altrimenti andrebbero perse.

2. Svantaggi delle biomasse

  • dimensioni ingombranti dell’impianto rispetto alle caldaie tradizionali;
  • necessità di un locale tecnico esterno per l’installazione, a differenza delle stufe che possono stare in casa;
  • richiesta di uno scarico separato per i fumi;
  • necessità di manutenzione e pulizia regolari, inclusa la rimozione delle ceneri;
  • necessità di ampio spazio per lo stoccaggio del combustibile, che deve rimanere in un luogo asciutto.

Quanto costa una caldaia a biomassa

Il prezzo di una caldaia a biomassa varia in base alla potenza, alla tecnologia e alla complessità dell’impianto.

Sebbene questi generatori presentino un costo di acquisto iniziale superiore rispetto ai modelli a gas convenzionali, tale spesa va bilanciata dal vantaggio economico nel tempo, grazie ai risparmi derivanti dalla minor costo per il combustibile.

Il preventivo finale dipende da un’attenta valutazione dei metri quadri dell’ambiente da riscaldare e della capacità dell’impianto, ma in generale le fasce di prezzo sono le seguenti:

  • per un ambiente di 100 m2 la spesa può oscillare tra 3.000 e 5.000 euro;
  • per un immobile di 200 m2 il prezzo si attesta tra 6.000 e 9.000 euro;
  • per grandi superfici di 300 m2 l’investimento può raggiungere o superare i 10.000 euro.

Le agevolazioni fiscali e i finanziamenti per l’efficienza energetica rappresentano un ulteriore fattore in grado di mitigare significativamente l’investimento iniziale.

L’acquisto di una caldaia a biomassa può beneficiare del Bonus Ristrutturazione o dell’Ecobonus.

Il Bonus Ristrutturazione è un’agevolazione spettante in caso di lavori di ristrutturazione edilizia e può comprendere interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di riqualificazione energetica. Tra gli interventi ammessi vi è anche la sostituzione di una vecchia caldaia con un generatore di calore a biomassa. La misura della detrazione per il 2026 è del 50% per le prime abitazioni e del 36% per gli altri immobili. Il limite massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare.

In alternativa si può beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione fiscale che spetta in caso di interventi per il risparmio energetico. La misura della detrazione per il 2026 è la stessa prevista per il Bonus Ristrutturazione con una detrazione massima di 30.000 euro.

Il Conto Termico, invece, (nel 2026 entra in vigore il Conto Termico 3.0 mentre attualmente è ancora in vigore il Conto Termico 2.0) prevede un contributo a fondo perduto fino al 65% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomassa.

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