Impianto sprinkler: che cos’è e come funziona
L’impianto sprinkler è uno dei sistemi di protezione attiva più diffusi e affidabili per il controllo automatico degli incendi. Il suo obiettivo è contenere o estinguere un principio d’incendio nelle fasi iniziali, limitando la propagazione delle fiamme, riducendo i danni a persone e beni e facilitando l’intervento delle squadre di emergenza.
La progettazione di un impianto antincendio sprinkler richiede un approccio ingegneristico integrato che tenga conto delle caratteristiche dell’attività da proteggere, del carico d’incendio, della destinazione d’uso degli ambienti e delle prescrizioni normative applicabili.
Una corretta progettazione consente infatti di ottenere livelli di sicurezza elevati e, in molti casi, di ottimizzare i costi legati alla prevenzione incendi.
Come funziona un impianto sprinkler
Dal punto di vista funzionale, un impianto sprinkler è costituito da una rete di tubazioni permanentemente collegata a una fonte di alimentazione idrica.
Lungo di essa sono installati gli erogatori automatici, denominati appunto sprinkler, dotati di un elemento termosensibile che si attiva al raggiungimento di una determinata temperatura.
Quando si sviluppa un incendio, il calore provoca soltanto l’apertura degli erogatori interessati dall’innalzamento termico. L’acqua viene quindi distribuita direttamente nell’area coinvolta, controllando o estinguendo il focolaio, senza interessare l’intero edificio e limitando eventuali danni.
Le norme che regolano gli impianti sprinkler
La progettazione e l’installazione degli impianti sprinkler sono disciplinate da un quadro normativo articolato che comprende norme tecniche europee e disposizioni nazionali di prevenzione incendi.Trai principali riferimenti figura la UNI EN 12845, che definisce i criteri di progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi sprinkler automatici destinati alla protezione degli edifici.Un ruolo fondamentale è svolto anche dal Decreto del Ministero dell’Interno 20 dicembre 2012, che disciplina gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Per quanto riguarda i componenti, la famiglia normativa UNI EN 12259 stabilisce i requisiti prestazionali e i metodi di prova per i diversi elementi degli impianti sprinkler. Dal maggio 2025 è disponibile la UNI EN 12259-15:2025, dedicata agli sprinkler di elevata capacità e per applicazioni speciali.
I componenti essenziali di un impianto sprinkler
Un impianto sprinkler è composto da diversi elementi che operano in modo coordinato per garantire l’erogazione dell’acqua in caso di incendio. I principali sono:
- alimentazione idrica
- stazione di controllo
- valvole di intercettazione
- rete di distribuzione
- dispositivi di allarme
- erogatori sprinkler
Lo sprinkler è costituito da cinque componenti fondamentali:
- corpo: è la struttura metallica che collega l’erogatore alla tubazione e contiene l’orifizio di scarico;
- orifizio: rappresenta l’apertura attraverso cui viene erogata l’acqua una volta attivato il dispositivo;
- tappo: mantiene chiuso l’orifizio impedendo la fuoriuscita dell’acqua in condizioni normali;
- elemento termosensibile: può essere costituito da un bulbo di vetro o da una lega fusibile. Quando raggiunge la temperatura di taratura, si rompe o fonde consentendo l’apertura del tappo;
- deflettore: distribuisce il getto d’acqua secondo una geometria prestabilita, garantendo la copertura dell’area protetta.
Le temperature di attivazione più comuni sono comprese tra 57°Ce 77°C, ma sono disponibili dispositivi specifici per ambienti caratterizzati da temperature operative elevate.
Sprinkler: i criteri generali di progettazione
La progettazione di un impianto sprinkler non consiste semplicemente nel posizionamento degli erogatori all’interno di un edificio. È un processo che richiede un’attenta valutazione del rischio di incendio e delle caratteristiche dell’attività da proteggere.
Secondo la UNI EN 12845, il primo passaggio consiste proprio nella classificazione del rischio, che determina i parametri di progetto dell’impianto. Le attività vengono generalmente suddivise in:
- rischio leggero (LH, light hazard)
- rischio ordinario (OH, ordinary hazard)
- rischio elevato (HH, high hazard).
Per ciascuna categoria devono essere definiti:
- densità di scarica dell’acqua;
- area operativa di progetto;
- pressione minima agli erogatori;
- autonomia dell’alimentazione idrica;
- tipologia degli sprinkler;
- configurazione della rete.
Particolare attenzione deve essere riservata anche alle interferenze architettoniche. Controsoffitti, impianti tecnologici, scaffalature industriali e compartimentazioni possono influenzare significativamente la distribuzione dell’acqua e vanno considerati durante le verifiche progettuali.
Tipologie di impianti antincendio sprinkler
Le principali tipologie di impianti sprinkler sono:
- a umido
- a secco
- a preazione
- a diluvio
Le diverse configurazioni impiantistiche consentono di adattare il sistema alle specifiche esigenze dell’attività protetta.
Impianti sprinkler a umido
I sistemi ad umido rappresentano la configurazione più diffusa. Le tubazioni sono permanentemente riempite d’acqua in pressione e l’attivazione di uno sprinkler provoca l’immediata erogazione dell’acqua sull’incendio.
Trai principali vantaggi vi sono:
- elevata affidabilità
- rapidità di intervento
- semplicità costruttiva
- costi di manutenzione contenuti
Per queste ragioni trovano ampia applicazione in edifici civili, strutture ricettive, uffici e centri commerciali.
Impianti sprinkler a secco
Negli impianti a secco, le tubazioni a valle della valvola di controllo contengono aria compressa o azoto anziché acqua. Quando uno sprinkler si apre, la pressione interna diminuisce e la valvola a secco consente l’ingresso dell’acqua nella rete.
Questa configurazione viene utilizzata in ambienti soggetti a basse temperature, come:
- celle frigorifere
- magazzini refrigerati
- parcheggi esterni coperti
- aree industriali non riscaldate
L’aspetto critico è rappresentato dal tempo leggermente superiore necessario affinché l’acqua raggiunga l’erogatore attivato.
Impianti sprinkler a preazione
I sistemi a preazione (o preallarme) combinano le caratteristiche degli impianti a secco con quelle degli impianti di rivelazione incendi. L’apertura della valvola di controllo è subordinata all’intervento di un sistema di rivelazione dedicato.
Sono particolarmente indicati per ambienti in cui un rilascio accidentale dell’acqua potrebbe provocare danni rilevanti, come:
- data center
- sale server
- archivi storici
- biblioteche
- musei
La doppia logica di attivazione garantisce una protezione aggiuntiva contro scariche indesiderate.
Impianto sprinkler a diluvio
L’impianto sprinkler a diluvio viene utilizzato in attività caratterizzate da un elevato rischio di propagazione rapida delle fiamme. A differenza dei sistemi tradizionali, gli erogatori sono permanentemente aperti e privi di elemento termosensibile.
L’acqua viene trattenuta da una valvola a diluvio che si apre esclusivamente a seguito del comando proveniente da un sistema di rivelazione incendi indipendente. Quando la valvola si attiva, l’acqua viene distribuita simultaneamente da tutti gli ugelli della rete.
Questa soluzione è particolarmente efficace in luoghi quali depositi di carburanti, impianti petrolchimici, raffinerie, hangar aeronautici, aree industriali con elevato rischio di incendio generalizzato.
Quale impianto sprinkler scegliere
La scelta della tipologia di impianto sprinkler influisce direttamente sulla sicurezza dell’edificio e sui costi di gestione nel lungo periodo.
In un centro logistico automatizzato, ad esempio, un sistema sprinkler progettato correttamente consente di proteggere merci di elevato valore economico, riducendo il rischio di interruzione delle attività produttive.
In una struttura alberghiera, invece, la presenza di un impianto sprinkler può contribuire a incrementare il livello di sicurezza degli occupanti e agevolare il rispetto delle prescrizioni di prevenzione incendi.
Negli edifici industriali, l’adozione di sistemi ad alte prestazioni permette di limitare i danni diretti e indiretti derivanti da un incendio, riducendo i tempi di fermo impianto e salvaguardando la continuità operativa dell’azienda.
Sismosprink di Namirial: il software per gli impianti sprinkler
La progettazione di un impianto sprinkler richiede oggi l’utilizzo di software professionali che consentano di effettuare calcoli accurati, integrare l’antincendio con la prevenzione del rischio sismico, verificare il rispetto delle normative e produrre la documentazione tecnica richiesta dagli enti di controllo.
In quest’ottica, Sismosprink di Namirial, nato dalla collaborazione con Hilti Italia, si configura come il primo software per il dimensionamento dei sostegni sismici e statici delle reti antincendio sprinkler e idranti. Si rivolge a tutti i professionisti antincendio che necessitano di garantire la tenuta degli impianti stessi, tramite una corretta e indispensabile progettazione di tali supporti garantita da un sistema intuitivo e user friendly.
Grazie a una procedura guidata e a prova di errore, il software permette di eseguire la classificazione per l’inquadramento della normativa di riferimento scelta e l’individuazione automatica dei parametri sismici grazie a un GIS (Geographical Information System) integrato.
Il programma è in grado di segnalare anomalie di calcolo di errato dimensionamento e consente, in fase conclusiva, di adeguare e modificare i pezzi scelti automaticamente o, con pochi e semplici passaggi, di modificare il progetto, con successiva nuova verifica del corretto dimensionamento. Infine, genera relazioni tecniche personalizzabili sia in formato word che PDF.
Con Sismosprink, parte della vasta gamma di soluzioni tecnologiche per l’edilizia di Namirial, è possibile una progettazione antincendio assolutamente accurata e affidabile.




