Close
Cerca

NTC 2018: cosa prevedono e come tradurle in soluzioni progettuali

Le NTC 2018 definiscono criteri di sicurezza, verifiche strutturali e progettazione antisismica per nuove costruzioni ed edifici esistenti.
NTC 2018: cosa prevedono e come tradurle in soluzioni progettuali
Tempo di lettura: 5 minuti

Indice dei contenuti

NTC 2018: che cosa sono

Le NTC 2018 (Norme Tecniche per le Costruzioni), approvate con il D.M. 17 gennaio 2018 ed entrate in vigore il 22 marzo del medesimo anno, rappresentano il principale riferimento normativo per la progettazione strutturale in Italia.

Disciplinano criteri progettuali, esecuzione, verifiche, requisiti di sicurezza e manutenzione per nuove costruzioni e interventi sull’esistente. Si applicano sia agli edifici pubblici e privati, comprese le infrastrutture strategiche e le opere rilevanti ai fini della protezione civile.

La successiva circolare NTC 2018 ha inoltre chiarito numerosi aspetti applicativi, soprattutto in relazione agli interventi sugli edifici esistenti e alla valutazione della sicurezza strutturale.

In ambito professionale, tali norme costituiscono oggi il riferimento operativo per ingegneri, architetti, progettisti strutturali e imprese coinvolti nella realizzazione di nuove opere, nella riqualificazione del patrimonio edilizio e nella progettazione antisismica.

Il ruolo delle NTC 2018 nella progettazione strutturale

Le Norme tecniche per le costruzioni regolano l’intero processo tecnico relativo alle opere strutturali, definendo criteri di sicurezza, metodologie di collaudo e requisiti prestazionali. Le disposizioni si applicano a:

  • edifici civili e industriali
  • ponti e infrastrutture
  • opere geotecniche
  • interventi di consolidamento e adeguamento
  • costruzioni in legno, cemento armato, acciaio e muratura
  • strutture nuove ed esistenti.

L’obiettivo della normativa è assicurare che ogni costruzione mantenga nel tempo livelli di affidabilità coerenti con la destinazione d’uso e con le azioni previste durante la vita nominale dell’opera, cioè il periodo durante il quale deve mantenere livelli adeguati di sicurezza e funzionalità, purché sottoposta a corretta manutenzione.

Dal punto di vista operativo, le NTC 2018 disciplinano:

  • azioni agenti sulle strutture
  • criteri di modellazione e verifica
  • coefficienti di sicurezza
  • verifiche agli stati limite
  • progettazione sismica
  • collaudo statico
  • qualificazione dei materiali strutturali.

La normativa recepisce inoltre numerosi principi derivati dagli Eurocodici, consolidando un approccio prestazionale alla progettazione strutturale.

Norme tecniche per le costruzioni: i temi

Le Norme tecniche per le costruzioni 2018 sono composte da un decreto ministeriale e da un allegato tecnico articolato in 12 capitoli:

  1. oggetto
  2. sicurezza e prestazioni attese
  3. azioni sulle costruzioni
  4. costruzioni civili e industriali
  5. ponti
  6. progettazione geotecnica
  7. progettazione per azioni sismiche
  8. costruzioni esistenti
  9. collaudo statico
  10. redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo
  11. materiali e prodotti per uso strutturale
  12. riferimenti tecnici.

Particolarmente rilevante è il capitolo 7, dedicato alla progettazione sismica, che definisce criteri di analisi, gerarchia delle resistenze, dettagli costruttivi e verifiche per strutture in cemento armato, acciaio, muratura e legno soggette a rischio sismico.

Le principali novità introdotte rispetto alle NTC 2008

L’aggiornamento del 2018 ha introdotto modifiche sostanziali in quasi tutti i capitoli della normativa rispetto alle precedenti NTC 2008, con l’obiettivo di semplificare alcune procedure progettuali e rafforzare il quadro delle verifiche strutturali. Tra le principali novità figurano:

  • aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica
  • revisione delle verifiche geotecniche
  • ridefinizione dei carichi e dei sovraccarichi
  • introduzione di nuove prescrizioni per nodi trave-pilastro
  • maggiore integrazione con gli Eurocodici
  • aggiornamento delle regole per le strutture in muratura
  • revisione delle verifiche sugli edifici esistenti
  • maggiore attenzione alla durabilità delle opere.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio gli interventi sull’esistente, per i quali la normativa introduce un approccio più flessibile rispetto alle nuove costruzioni. Le verifiche devono infatti essere calibrate in funzione del livello di conoscenza dell’edificio, delle criticità riscontrate e della tipologia di intervento prevista.

Classi d’uso delle costruzioni

Le NTC 2018 introducono una classificazione delle opere strutturali in funzione delle conseguenze associate a un eventuale collasso e dell’importanza strategica dell’edificio.

Le classi d’uso previste sono quattro:

  1. classe I: costruzioni con presenza occasionale di persone
  2. classe II: costruzioni ordinarie
  3. classe III: edifici affollati o con funzioni pubbliche rilevanti
  4. classe IV: strutture strategiche o essenziali in caso di emergenza.

Alla classe d’uso è associato il coefficiente d’uso, che influenza direttamente l’azione sismica di progetto e il periodo di riferimento della struttura (vita nominale). Per esempio:

  • edifici residenziali ordinari: vita nominale tipica di 50 anni;
  • ponti e infrastrutture strategiche: vita nominale superiore;
  • opere provvisorie: vita nominale ridotta.

La definizione corretta della classe d’uso rappresenta un passaggio essenziale per determinare le azioni di progetto e impostare correttamente le verifiche strutturali.

NTC 2018: gli interventi sugli edifici esistenti

Uno degli aspetti più rilevanti delle NTC 2018 riguarda la gestione del patrimonio edilizio esistente. La normativa distingue tre principali categorie di intervento:

  • locale
  • miglioramento sismico
  • adeguamento sismico.

L’intervento locale interessa singole parti della struttura senza modificare significativamente il comportamento complessivo dell’edificio.

Gli interventi di miglioramento sismico mirano invece ad aumentare il livello di sicurezza esistente, senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti per le nuove costruzioni.

L’adeguamento sismico comporta infine il raggiungimento dei livelli di sicurezza previsti per le nuove opere e diventa obbligatorio in specifiche condizioni, tra cui:

  • sopraelevazioni;
  • ampliamenti strutturalmente significativi;
  • variazioni della classe d’uso;
  • trasformazioni sostanziali del sistema strutturale.

La normativa richiede che ogni intervento sia supportato da una valutazione della sicurezza e da un adeguato livello di conoscenza della struttura esistente.

Materiali e controlli previsti dalle NTC 2018

Le Norme tecniche per le costruzioni 2018 dedicano ampio spazio alla qualificazione dei materiali strutturali e ai controlli di accettazione in cantiere. In particolare, il capitolo 11 disciplina:

  • calcestruzzo
  • acciaio per cemento armato
  • carpenteria metallica
  • legno strutturale
  • muratura
  • materiali compositi
  • prodotti innovativi per uso strutturale.

Le NTC 2018 rafforzano il principio della tracciabilità dei materiali e della qualificazione dei prodotti, imponendo procedure specifiche di controllo, certificazione e verifica delle prestazioni. Per il calcestruzzo, ad esempio, vengono definite modalità precise per:

  • controlli di accettazione
  • prelievo dei provini
  • verifica delle resistenze
  • identificazione dei lotti
  • conformità delle forniture.

La corretta gestione documentale e il coordinamento tra progettista, direzione lavori, laboratorio e impresa assumono quindi un ruolo essenziale per garantire la conformità normativa dell’opera.

NTC 2018: aggiornamenti e circolare applicativa

La Circolare NTC 2018 applicativa del Consiglio Superiore deiLavori Pubblici ha sostituito la precedente Circolare n. 617/2009, fornendo chiarimenti interpretativi sulle nuove disposizioni introdotte dal D.M. 17 gennaio 2018.

Il documento mantiene la stessa struttura delle NTC, riprendendo la numerazione dei capitoli con l’aggiunta della lettera “C”, e approfondisce numerosi aspetti applicativi relativi a progettazione sismica, costruzioni esistenti, geotecnica, verifiche strutturali, materiali, collaudo.

Particolare rilevanza assumono i chiarimenti relativi al capitolo 8, soprattutto per la classificazione degli interventi e per la valutazione della sicurezza degli edifici esistenti.

Successivamente, il D.M. 9 marzo 2023 ha introdotto ulteriori aggiornamenti alle NTC 2018, intervenendo principalmente su disposizioni transitorie, applicazione della normativa a specifici contratti, proroghe relative a giunti di dilatazione stradale e ancoraggi passivi geotecnici.

Nel contesto attuale, caratterizzato da crescente attenzione alla sicurezza strutturale e alla riqualificazione del patrimonio edilizio, la corretta applicazione delle NTC 2018 richiede competenze multidisciplinari, capacità di modellazione avanzata e strumenti digitali in grado di supportare verifiche, analisi e gestione documentale dell’intero processo progettuale.

CMP Analisi Strutturale di Namirial: il software per la progettazione

La progettazione di un edificio richiede oggi strumenti digitali avanzati e aggiornati alle NTC 2018, capaci di integrare modellazione strutturale, verifica normativa e gestione informativa, aspetti che rappresentano un supporto fondamentale per il progettista.

In quest’ottica, il software CMP Analisi Strutturale di Namirial – nato dall’esperienza decennale dello studio CAIREPRO – è un potente strumento Open BIM sviluppato per chi vuole progettare con la massima libertà di scelta.

Grazie all’elevata versatilità, l’utente beneficia di procedure automatizzate, affidabili e controllabili in ciascuna fase di elaborazione del modello – anche contemporaneamente, grazie alle 4 finestre controllabili in simultanea – e gestendo tutti i processi in un unico ambiente di lavoro

I moduli di CMP Analisi Strutturale sono:

  1. CMP – CXF: modellatore pre/post-processore grafico per programmi ad elementi finiti, che consente di costruire il modello geometrico della struttura, assegnare proprietà, carichi, vincoli e tutti i dati di completamento necessari per analisi statiche e dinamiche;
  2. CMP – CXF/D: modellatore pre/post-processore completo di solutore XFinest, analisi statica e dinamica;
  3. CMP – CXF/NL: modulo CXF con le estensioni non lineari, completo di solutore XFinest per analisi non lineare;
  4. CMP – CXF/NLPO: modulo CXF con estensioni non lineari e Pushover, completo di solutore XFinest per analisi non lineare e abilitato all’analisi di Pushover per strutture in calcestruzzo armato con modello non lineare a fibre per elementi tipo beam 3D;
  5. CMP – CXF LT/D: modulo CXF con limitazione a modelli fino a 1000 nodi, completo di solutore XFinest Lite, analisi statica e dinamica.
  6. CMP – POST: post-processore analisi, calcolo e modellazione per i software SAP2000;.
  7. CMP – POST GATE: porta di collegamento per esportazione nel post CMP, valido per modelli analizzati e calcolati in SAP2000 e Straus7;
  8. CMP – PIASTRE/XF: procedura per l’analisi piastre in calcestruzzo armato gettate in opera di forma generica;
  9. CMP – PO PUSHOVER: modulo aggiuntivo alla configurazione CXF/nL per analisi di Pushover per strutture in calcestruzzo armato con modello non lineare a fibre per elementi tipo beam 3D.
  10. CMP – ESTENSIONE CALCOLO MURATURE: modulo aggiuntivo per progettare e verificare gli edifici in muratura, nuovi o esistenti.

Con CMP Analisi Strutturale, parte della vasta gamma di soluzioni tecnologiche per l’edilizia di Namirial, consente di affrontare ogni fase della progettazione con un approccio completo, efficiente e altamente versatile.

TAG