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Sisma bonus 2025: guida alle novità e alle modalità di applicazione

Anche nel 2025 sarà possibile usufruire del Sisma bonus, l’incentivo fiscale che mira a favorire interventi di adeguamento, miglioramento e ristrutturazione sismica degli edifici. La sua riconferma è accompagnata, però, da una modifica delle aliquote applicabili rispetto agli anni precedenti.
Sisma bonus 2025: guida alle novità e alle modalità di applicazione
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Indice dei contenuti

Proroga Sismabonus: le modifiche principali e come usufruirne

Nel 2025, gli incentivi per l’edilizia cambiano volto. Ecobonus, Super Sismabonus e Sisma bonus continuano ad essere applicabili, seppure con delle novità. In particolare, per quanto concerne quest’ultima agevolazione fiscale, il passaggio dal Sismabonus 2024 al Sismabonus 2025 introduce diverse modifiche, tra le quali una riduzione delle aliquote di detrazione.

Vediamo meglio quali sono le caratteristiche di questo bonus e come poterne usufruire.

Che cos’è il Sisma Bonus e chi può beneficiarne

Il Sisma Bonus è una misura fiscale pensata per incentivare interventi di adeguamento, miglioramento e di riparazione. Questa agevolazione si applica alle abitazioni private, sia prime che seconde case, ma anche agli edifici utilizzati per attività produttive. Rientrano in quest’ultima categoria gli immobili in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali e non commerciali.

L’agevolazione spetta per interventi effettuati su immobili situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona 1, 2 e 3, mentre è esclusa la zona 4) e permette di detrarre una percentuale delle spese sostenute per tali interventi.

Sismabonus: come funziona e quali sono le modalità per usufruirne

Il funzionamento del Sismabonus è simile a quello degli altri bonus edilizi, in quanto consiste in una detrazione fiscale calcolata come percentuale delle spese sostenute per interventi volti alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

Della detrazione possono beneficiare coloro che vantano un diritto di proprietà o un diritto reale di godimento sull’immobile

Il beneficio fiscale può essere usufruito direttamente nella dichiarazione dei redditi, ripartendolo in 5 quote annuali di pari importo. Non è più possibile, invece, usare il bonus mediante lo sconto in fattura o la cessione del credito come avveniva in passato.

Sismabonus 2025: le nuove detrazioni

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuove aliquote per il Sismabonus, riducendo la percentuale di detrazione rispetto agli anni precedenti. In particolare, le nuove aliquote per il 2025 sono:

  • 50% per interventi sulle abitazioni principali;
  • 36% per gli altri immobili.

Per il 2026 e il 2027 sono previste ulteriori riduzioni: l’aliquota passerà al 36% in caso di abitazioni principali e al 30% negli altri casi.

A partire dal 2028, il Sismabonus non sarà più disponibile e resterà solo il Bonus Ristrutturazione al 30% per i soggetti Irpef.

Dal 2025 verrà, quindi, applicata un’aliquota unica per tutti gli interventi compresi nell’agevolazione fiscale, mentre fino al 31/12/2024 le aliquote erano differenziate a seconda del tipo di intervento. Inoltre, non è più prevista una distinzione di aliquota in base al numero di classi di rischio sismico ridotte. Gli interventi potranno beneficiare delle aliquote del 50%, 36% o 30% anche in caso di una lieve riduzione del rischio sismico, senza necessariamente raggiungere la riduzione di una classe.

Perché possa essere applicata l’aliquota del 50% sull’immobile ristrutturato è necessario che esso sia eletto come abitazione principale e venga collocata lì la propria residenza.

Per quanto riguarda il tetto di spesa, resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per i contribuenti che superano i 75.000 euro di reddito, sono stati introdotti criteri di personalizzazione dell’agevolazione. Le detrazioni saranno proporzionali a variabili come il numero di figli a carico e la presenza di figli con disabilità, offrendo un supporto più adeguato alle famiglie numerose o con particolari esigenze.

Sismabonus: esempio pratico per capire come calcolare la detrazione fiscale

Ecco un esempio pratico per comprendere come funziona il Sismabonus. 

Supponiamo che un contribuente abbia un reddito annuo di € 50.000, quindi inferiore a € 75.000, e abbia diritto all’intera detrazione.

Le spese sostenute per l’intervento ammontano a € 90.000, che rientrano nel limite massimo di € 96.000

Poichè l’immobile è l’abitazione principale in cui è stabilita la residenza, si applica un’aliquota del 50%

La detrazione spettante sarà quindi del 50% su 90.000, ovvero € 45.000

Questa somma potrà essere detratta in cinque rate annuali da € 9.000 ciascuna ( € 45.000 ÷ 5 = € 9.000).

Sismabonus acquisti 2025

Il Sismabonus acquisti rappresenta un’opportunità vantaggiosa per chi acquista immobili in zone sismiche 1, 2 e 3 oggetto di demolizione e ricostruzione. Questa agevolazione viene riconfermata anche per il triennio 2025-2027, consentendo all’acquirente di usufruire della detrazione relativa all’acquisto di abitazioni ricostruite da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare a condizione che la vendita avvenga entro 30 mesi dalla conclusione dei lavori.

Le aliquote applicabili sono le stesse previste per il Sisma bonus.

Sismabonus demolizione e ricostruzione

Chi effettua interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti per migliorarne la sicurezza sismica può beneficiare del Sismabonus per demolizione e ricostruzione. La detraibilità è subordinata alla riduzione del rischio sismico con passaggio ad una o due classi di rischio inferiore. Inoltre, è necessario che i lavori siano riconducibili ad unaristrutturazione edilizia e non ad una nuova costruzione.

Sisma bonus: quali sono i documenti necessari

Per usufruire delle detrazioni per interventi antisismici, è necessario presentare la seguente documentazione:

  • comunicazione preventiva all’ASL: se obbligatoria, deve indicare la data di inizio lavori;
  • abilitazioni amministrative: devono riportare data di inizio e tipologia lavori; in mancanza, è necessaria un’autocertificazione;
  • bonifico bancario/postale: deve indicare causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA/codice fiscale del destinatario;
  • fatture/ricevute fiscali: a dimostrazione delle spese sostenute;
  • documenti relativi a spese non pagabili con bonifico: ad esempio, oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto, imposta di bollo;
  • autocertificazione: attestante che l’importo delle spese detraibili non supera il limite massimo.
  • dichiarazione dell’amministratore di condominio: attestante adempimenti di legge e importo detratto dal condomino;
  • autocertificazione per condominio minimo: in mancanza di codice fiscale, deve indicare natura dei lavori e dati catastali delle unità immobiliari;
  • copia dell’asseverazione: relativa alla classe di rischio dell’edificio prima e dopo l’intervento.
  • copia dell’attestazione di conformità: degli interventi eseguiti al progetto depositato, asseverata dal progettista;
  • atto di cessione dell’immobile: se prevede il mantenimento del diritto alla detrazione in capo al cedente.

Documentazione aggiuntiva per l’acquisto di case antisismiche:

  • atto di acquisto dell’immobile;
  • documentazione attestante tipologia intervento, zona sismica, data di conclusione lavori ed efficacia degli interventi per la riduzione del rischio sismico.

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