LLM nella progettazione BIM: come cambia il workflow operativo

L’integrazione degli LLM nei flussi BIM semplifica l’accesso ai dati dei modelli IFC e accelera la gestione delle informazioni.

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LLM nella progettazione BIM: come cambia il workflow operativo

LLM, la nuova frontiera della progettazione BIM

La progettazione BIM si arricchisce oggi di una possibilità operativa concreta: interrogare i dati contenuti nei modelli IFC attraverso interfacce basate sul linguaggio naturale.

L’integrazione dei Large Language Model (LLM) all’interno dei flussi di lavoro tecnici consente infatti di dialogare con i dati informativi strutturati del modello BIM.

La combinazione tra questi innovativi algoritmi linguistici e la metodologia di Building Information Modeling può ridurre sensibilmente i tempi dedicati alla ricerca manuale dei dati.

In questo modo, la consultazione del patrimonio informativo dell’opera viene semplificata e resa accessibile con immediatezza anche a figure professionali o utenti meno esperti nella navigazione dei software di modellazione.

Struttura del dato e formato IFC: coordinare al meglio il BIM nei progetti

Per comprendere appieno l’impatto dei modelli linguistici, occorre soffermarsi sulla struttura informatica che rende interoperabile il BIM nella progettazione.

Lo schema neutro IFC, sviluppato da buildingSMART International, rappresenta l’ossatura portante dell’approccio OpenBIM, consentendo lo scambio interoperabile di informazioni geometriche e alfanumeriche tra piattaforme software differenti.

La corretta digitalizzazione dell’opera non si limita alla resa geometrica, ma organizza classi, relazioni spaziali e Property Set secondo una struttura informativa definita dallo schema IFC, che può essere estesa con proprietà personalizzate.

Questa impostazione si inserisce nel quadro della gestione informativa digitale delineato dalla normativa italiana e dagli standard internazionali della serie UNI EN ISO 19650.

Il D.Lgs. 36/2023, noto come Codice dei Contratti Pubblici, all’art. 43 e nel relativo Allegato I.9, pone particolare attenzione all’interoperabilità e all’utilizzo di formati aperti non proprietari per la gestione delle informazioni.

In questo contesto, l’IFC rappresenta il punto di riferimento dell’approccio OpenBIM per garantire uno scambio informativo strutturato e affidabile nella progettazione BIM.

Interrogazione in linguaggio naturale: estrarre valore dal progetto BIM

I flussi di lavoro digitali consentono di generare un volume di informazioni straordinariamente ricco, racchiuso all’interno dei modelli informativi.

Tuttavia, estrarre o consultare questi contenuti alfanumerici non è sempre un’operazione immediata né a portata di tutti gli attori della filiera.

Per individuare una specifica proprietà o estrapolare un parametro occorre infatti padroneggiare interfacce complesse, saper navigare tra classi o impostare filtri e abachi dedicati.

Superare questa barriera operativa offre enormi vantaggi a chi sceglie di progettare con il BIM. La consultazione del modello non rimane più riservata ai soli tecnici specializzati, evitando inutili rallentamenti nelle analisi e garantendo l’accesso diretto al patrimonio informativo anche a committenti, responsabili di cantiere e altre figure operative.

In questo scenario si inseriscono i Large Language Model, che agiscono come veri e propri traduttori tra l’utente e il database del modello.

Trasformando le richieste formulate in linguaggio comune in interrogazioni strutturate sui dati, i modelli linguistici permettono di accedere alle informazioni in modo conversazionale e senza dover interagire con le strutture menu del software.

L’interazione tra struttura dati e intelligenza linguistica

Il modello informativo e la tecnologia linguistica svolgono due ruoli distinti ma complementari.

Il modello BIM/IFC racchiude la struttura delle informazioni, le proprietà degli elementi e le relazioni tra i componenti; il modello linguistico interpreta la richiesta dell’utente e, attraverso gli strumenti di interrogazione collegati al modello IFC, consente di individuare i dati pertinenti.

Questa integrazione permette di superare la semplice lettura delle schede informative, aprendo alla possibilità di riordinare e raggruppare i contenuti secondo criteri sempre diversi.

L’interfaccia linguistica analizza la base dati e restituisce i parametri rilevanti organizzandoli in elenchi chiari, prospetti sintetici o report personalizzati per la verifica dei requisiti tecnici.

La progettazione BIM trae da questa unione la capacità di elaborare rapidamente estrazioni quantitative e supportare la predisposizione dei computi, catalogare prestazioni o mettere a confronto le specifiche di diversi elementi della fabbrica edilizia.

L’ordinamento automatico delle informazioni accelera i controlli in fase negoziale o di cantiere, facilitando la gestione operativa di tutti i progetti BIM.

Esempi pratici di interrogazione in cantiere e in studio

L’esplorazione dei modelli IFC complessi, specie se redatti da terzi o con strutture di dati poco familiari, richiede spesso molto tempo per individuare dove siano posizionate le singole proprietà.

L’integrazione degli LLM risolve questo ostacolo interpretando la richiesta dell’utente e traducendola in una query strutturata sui dati del modello.

Un tecnico può chiedere all’interfaccia “mostrami le murature alle quali nel modello è associata una resistenza al fuoco REI 120″ oppure “dimmi quali divisori hanno nel modello una trasmittanza inferiore o uguale al valore previsto”, ottenendo risposta senza dover cercare manualmente i Property Set di riferimento.

Allo stesso modo, in cantiere, il capocantiere o il direttore dei lavori non devono necessariamente individuare manualmente la proprietà o la quantità associata agli elementi IFC: possono formulare una domanda come “qual è il volume totale di calcestruzzo dei pilastri del primo piano?” e ottenere l’estrazione e l’aggregazione del dato presente nel modello.

I flussi di lavoro traggono un immediato beneficio da questo orientamento guidato, che semplifica la lettura dei modelli ricevuti e velocizza ogni riscontro operativo nei progetti BIM.

Evoluzione dei flussi operativi e controllo dei dati

L’adozione di modelli linguistici di grandi dimensioni nei processi di commessa modifica in modo profondo il lavoro quotidiano, permettendo a tutte le figure della filiera di accedere direttamente alle informazioni dell’opera.

La consultazione dei dati non rimane più riservata ai soli specialisti del software, ma si apre a project manager, stimatori, direttori di cantiere e committenti, che possono porre quesiti senza dipendere da passaggi intermedi.

Tuttavia, va evidenziato come l’efficacia delle risposte fornite dagli LLM sia strettamente legata alla qualità e alla ricchezza informativa del file IFC di partenza: gli algoritmi possono analizzare e organizzare i parametri presenti, ma necessitano di dati completi, coerenti e correttamente strutturati.

La presenza di informazioni affidabili è quindi una condizione necessaria, ma non sufficiente, per ottenere risultati corretti.

Come ogni sistema basato su modelli linguistici, anche un’interfaccia LLM può infatti generare risposte inesatte o interpretare in modo errato una richiesta, soprattutto in presenza di dati ambigui, incompleti o non sufficientemente strutturati.

Questo fenomeno, comunemente definito “allucinazione”, rende indispensabile verificare i risultati ottenuti e, nei contesti tecnici, sottoporli al controllo del professionista.

Dati strutturati e modellazione affidabile: la risposta è Namirial BIM

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Questo approccio garantisce un’interoperabilità nativa, fondamentale per collaborare in modo fluido con tutti gli attori della filiera.

I diversi moduli condividono lo stesso principio, creando un flusso di lavoro coordinato che aumenta l’efficienza, la qualità e la competitività del lavoro dei professionisti.

Unendo una modellazione solida a una gestione rigorosa delle informazioni, Namirial BIM si conferma una soluzione completa per affrontare le sfide della digitalizzazione.

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