Il rumore di cantiere come rischio operativo e legale
Per contenere l’inquinamento acustico di un cantiere serve un Piano di monitoraggio e gestione del rumore: la norma UNI 11728:2018 lo chiama PGRUM (Piano di gestione integrata del rumore di cantiere) ed è il documento con cui si prevedono, si controllano e si riducono le emissioni sonore delle lavorazioni verso gli edifici vicini. In questo articolo vediamo caratteristiche, normativa e come redigerlo al meglio.
L’inquinamento acustico di cantiere rappresenta un problema che coinvolge contemporaneamente organizzazione dei lavori, rapporti con il vicinato, tutela ambientale e conformità normativa.
Demolizioni, scavi, movimentazione dei materiali, utilizzo di martelli demolitori, betoniere, autocarri e altre macchine possono determinare emissioni sonore significative, soprattutto quando il cantiere si trova in un contesto urbano densamente abitato.
La gestione del rumore non dovrebbe quindi essere affrontata soltanto dopo la comparsa di una contestazione. Una pianificazione preventiva permette di individuare le lavorazioni più critiche, localizzare i ricettori sensibili, stabilire le fasce orarie operative e definire le misure di mitigazione.
Detto questo, la gestione del rumore in cantiere assume inoltre una dimensione contrattuale: la normativa UNI11728:2018 indica che il committente può stabilire specifici obblighi a carico dell’appaltatore e che le finalità della gestione devono essere esplicitate nel disciplinare o nel contratto.
Tra gli obiettivi rientrano non soltanto il rispetto della legislazione, ma anche la riduzione delle lamentele e delle interferenze con lo svolgimento dei lavori. Un Piano di monitoraggio e gestione del rumore ben strutturato permette quindi di trasformare il rumore da elemento potenzialmente critico in una variabile controllabile della programmazione di cantiere.
Il quadro normativo nazionale e locale sull’inquinamento acustico
La sopra citata UNI 11728:2018 fissa le linee guida sulla pianificazione e gestione del rumore di cantiere, destinate al committente e comprensive di istruzioni per l’appaltatore.
Il riferimento normativo generale è legge quadro sull’inquinamento acustico (numero 447 del 26 ottobre 1995). L’articolo 6 attribuisce ai Comuni, tra le altre competenze, la classificazione acustica del territorio, l’adozione dei regolamenti locali e l’autorizzazione, anche in deroga ai valori limite, delle attività temporanee rumorose secondo le prescrizioni applicabili.
Per comprendere la legge 447/1995 sull’inquinamento acustico, è quindi necessario considerare tre livelli normativi:
- disciplina nazionale;
- disposizioni regionali;
- regolamento comunale e classificazione acustica del territorio.
Il riferimento per i valori limite delle sorgenti sonore è il DPCM 14 novembre 1997. Le classi acustiche del territorio determinano valori differenti: ad esempio, i valori limite assoluti di immissione della Tabella C vanno, nel periodo diurno, da 50 dB(A) per le aree particolarmente protette fino a 70dB(A) per le aree industriali.
Piano di classificazione acustica e limiti applicabili
Il Piano di classificazione acustica comunale (PCCA) suddivide il territorio in zone acusticamente omogenee alle quali vengono associati i valori limite previsti dalla normativa.
Per un cantiere, tuttavia, non è sufficiente individuare la classe acustica e confrontarla automaticamente con il rumore prodotto. Le attività temporanee possono infatti essere disciplinate attraverso specifiche autorizzazioni e deroghe comunali.
La UNI 11728:2018, attualmente in vigore, fornisce linee guida per pianificare e gestire l’impatto acustico del cantiere e amplia le prescrizioni minime previste dalla legislazione, con un approccio integrato alla gestione del disturbo.
La norma considera in particolare il rumore aereo percepito nei fabbricati limitrofi e il traffico di cantiere, mentre esclude dal proprio campo specifico il rumore trasmesso per via solida e quello interno alle strutture temporanee del cantiere.
Cos’è il Piano di monitoraggio e gestione del rumore di cantiere?
Il Piano di monitoraggio acustico in cantiere è il documento attraverso cui vengono organizzate le attività di previsione, controllo e mitigazione delle emissioni sonore prodotte durante le lavorazioni.
Nell’impostazione della UNI 11728:2018, il riferimento è il PGRUM (Piano di gestione integrata del rumore di cantiere). Non si tratta di un semplice prospetto con gli orari di lavoro, ma di uno strumento gestionale che collega valutazione preventiva, misure di contenimento, monitoraggio e verifica dei risultati.
La norma prevede un ciclo articolato in varie fasi:
- sviluppo del piano;
- attuazione delle misure;
- monitoraggio;
- verifica finale.
Il PGRUM deve essere redatto da un tecnico competente in acustica ambientale e sottoposto all’approvazione della direzione lavori e del committente secondo l’organizzazione prevista per l’intervento.
Il livello di approfondimento deve essere proporzionato alla dimensione e alla durata del cantiere, con una diversa articolazione degli adempimenti. La UNI 11728:2018 individua:
- cantieri piccoli: fino a 1 mese di effettivo impatto;
- cantieri medi: da 1 a 6 mesi di effettivo impatto;
- cantieri grandi: oltre 6 mesi.
Il Piano di monitoraggio e gestione del rumore di cantiere deve quindi essere considerato un documento dinamico: se cambiano macchinari, fasi lavorative, orari o condizioni al contorno, anche la strategia di gestione del rumore deve poter essere aggiornata.
Come redigere il Piano? I contenuti tecnici fondamentali
La redazione di un Piano di monitoraggio acustico in cantiere efficace parte dalla conoscenza del sito e prosegue con la previsione delle emissioni, l’individuazione dei ricettori e la definizione delle misure di controllo.
I contenuti fondamentali comprendono almeno:
- descrizione del cantiere, localizzazione, durata e principali fasi operative;
- individuazione delle sorgenti sonore, con macchinari, attrezzature, mezzi e lavorazioni previste;
- mappatura dei ricettori, distinguendo abitazioni, scuole, ospedali, uffici e altri edifici potenzialmente sensibili;
- individuazione dei limiti applicabili, sulla base della classificazione acustica e delle disposizioni locali;
- stima previsionale dei livelli sonori presso i ricettori;
- programma delle misurazioni fonometriche;
- misure di mitigazione;
- procedure per la gestione delle anomalie e delle segnalazioni;
- modalità di registrazione e conservazione dei risultati.
Individuazione delle sorgenti e dei ricettori
La prima fase tecnica consiste nel costruire una vera e propria mappa acustica operativa. Per ogni fase devono essere individuate le macchine maggiormente rumorose, la loro posizione e il periodo nel quale saranno utilizzate.
La valutazione deve tenere conto anche della contemporaneità delle sorgenti. Una lavorazione apparentemente compatibile con i limiti può produrre un impatto differente quando viene eseguita contemporaneamente ad altre attività.
Il Piano deve quindi essere coordinato con la programmazione delle lavorazioni e con il rumore del cantiere edile e gli orari, verificando le fasce temporali consentite dalregolamento comunale e dall’eventuale autorizzazione in deroga.
Misure di mitigazione e monitoraggio
Le misure di mitigazione per il rispetto dei limiti acustici in cantiere possono riguardare sia la sorgente sia la propagazione del rumore. Tra gli interventi possibili rientrano:
- scelta di macchinari meno rumorosi;
- manutenzione delle apparecchiature;
- collocazione delle sorgenti lontano dai ricettori;
- utilizzo di barriere e schermature;
- organizzazione delle lavorazioni più rumorose negli orari meno critici;
- riduzione dei tempi di funzionamento a vuoto;
- gestione dei percorsi dei mezzi.
Quando tecnicamente appropriato, può essere utilizzato anche materiale fonoassorbente o, più correttamente in funzione dello specifico problema, materiale e sistemi fonoisolanti per limitare la propagazione del rumore. La scelta deve essere effettuata sulla base del meccanismo acustico da controllare: assorbimento e isolamento acustico non sono infatti sinonimi.
Il monitoraggio deve prevedere punti di misura, strumentazione, tempi e condizioni di rilevazione. Le tecniche di misura devono essere coerenti con il DM 16 marzo 1998, che disciplina le tecniche di rilevamento e misurazione dell’inquinamento acustico.
La procedura di richiesta di autorizzazione in deroga
Quando il cantiere non è in grado di rispettare i limiti ordinari applicabili, può essere necessaria una deroga al rumore di cantiere. La procedura non è uniforme sul territorio nazionale: la legge 447/1995 attribuisce ai Comuni la competenza autorizzativa, nel rispetto della legislazione regionale e delle prescrizioni locali.
La domanda deve essere presentata secondo la modulistica e le tempistiche stabilite dal Comune competente. In funzione della normativa regionale e del regolamento locale possono essere richiesti:
- dati del committente e dell’impresa;
- localizzazione e descrizione dell’intervento;
- durata prevista del cantiere;
- elenco delle lavorazioni rumorose;
- macchinari utilizzati;
- fasce orarie;
- individuazione dei ricettori;
- valutazione previsionale dell’impatto;
- livelli sonori previsti;
- misure di mitigazione;
- durata richiesta della deroga.
In diversi ordinamenti regionali, le autorizzazioni per attività temporanee stabiliscono espressamente limiti temporali e prescrizioni finalizzate a ridurre al minimo il disturbo. La valutazione dell’impatto acustico di cantiere costituisce uno degli elementi tecnici essenziali della pratica, quando richiesta dalla disciplina applicabile.
Non deve essere confusa con una generica autorizzazione a produrre rumore: la deroga è temporanea e deve essere rispettata nelle condizioni stabilite dal provvedimento. Il Comune può infatti fissare specifici orari, durata, modalità operative e ulteriori misure di mitigazione.
Superamento delle soglie acustiche: sanzioni penali e amministrative
Il mancato rispetto della normativa può comportare conseguenze amministrative e, in determinate circostanze, anche penali.
La legge 447/1995 prevede, tra l’altro, una sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro per il superamento dei valori limite delle emissioni sonore e una da 2.000 a 20.000 euro per la mancata osservanza di un provvedimento legittimamente adottato dall’autorità competente. La violazione dei regolamenti di esecuzione e delle disposizioni adottate da Stato, Regioni, Province e Comuni è sanzionata con importi da 500 a 20.000 euro.
Sul piano penale, l’articolo 659 del CP disciplina il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone mediante rumori e prevede specifiche conseguenze anche per l’esercizio di una professione o di un mestiere rumoroso in violazione delle disposizioni di legge o delle prescrizioni dell’autorità.
Ogni superamento di un limite acustico non determina automaticamente un reato: le conseguenze devono essere valutate in relazione alla condotta concreta, alla norma violata e agli eventuali provvedimenti dell’autorità.
Per l’impresa, il modo più efficace di ridurre il rischio è mantenere documentata l’intera filiera: autorizzazione, Piano di monitoraggio acustico in cantiere, misurazioni, manutenzione delle macchine, formazione degli operatori, prescrizioni e interventi correttivi.
Namirial Acustica: come il software semplifica la stesura del Piano di monitoraggio acustico in cantiere
Per supportare i professionisti nella redazione di un efficace Piano di monitoraggio e gestione del rumore, il software Acustica di Namirial è centrale per la verifica dei requisiti acustici passivi degli edifici secondo UNI EN ISO 12354 e per la classificazione acustica secondo UNI 11367.
Con la possibilità di input tabellare o grafico attraverso un CAD ad oggetti, Acustica consente di calcolare e verificare l’isolamento acustico di qualsiasi edificio. Due sono i moduli:
- Isolamento acustico: verifica la rispondenza dell’isolamento acustico di progetto secondo il D.P.C.M. 5/12/1997, mediante due tipologie: utilizzando gli indici di valutazione (R’w, D2m,nT,w, L’n,w) o mediante il calcolo degli indici di valutazione dai valori in bande di terzi di ottava;
- Classificazione acustica: permette di stampare il dettaglio dei calcoli definendo la classe dell’edificio secondo la norma UNI 11367 e di visualizzare la classe di un edificio in fase progettuale ed esistente. Inoltre il modulo consente il passaggio tra il modulo Isolamento al modulo Classificazione per determinare così la classe acustica dello stesso edificio.
Tutti gli elaborati sono generati in formato PDFe RTF per un’eventuale successiva modifica e integrazione.
Il software consente altresì di importare da Termo tutti i dati sensibili e importanti per la progettazione acustica, compresi layout e le piantine di sfondo, velocizzando sensibilmente la modellazione acustica. I dati relativi alla classificazione acustica possono essere scambiati con il programma Certificazione Ambientale.
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