LOD nel BIM: la modellazione informativa e l’importanza del “dettaglio”
Nel Building Information Modeling (BIM) il modello digitale non è semplicemente una rappresentazione tridimensionale dell’edificio, ma un sistema organizzato di oggetti e informazioni destinato a supportare le diverse fasi del ciclo di vita dell’opera. In questo contesto, il LOD in BIM (livello di dettaglio), assume un’importanza particolare.
Per comprendere bene cos’è il BIM, quindi, è necessario considerare non soltanto la geometria degli elementi, ma anche la quantità e la qualità delle informazioni associate a ciascun oggetto.
Un modello preliminare non ha bisogno dello stesso grado di definizione di un modello destinato alla costruzione o alla gestione dell’opera. Se, da un lato, un modello eccessivamente semplificato può non contenere le informazioni necessarie per prendere una determinata decisione, dall’altro, un modello sviluppato con un livello di dettaglio superiore al necessario può aumentare tempi, costi e complessità di gestione.
Per esempio, un muro può essere rappresentato inizialmente come una semplice superficie o come un volume indicativo. Con l’avanzamento della progettazione può invece essere definito attraverso dimensioni precise, stratigrafie, materiali, caratteristiche prestazionali, codici di classificazione e altre proprietà utili al progetto, alla costruzione o alla gestione.
I livelli di dettaglio BIM servono proprio a stabilire quanto deve essere sviluppato un determinato oggetto in una specifica fase progettuale.
LOD: definizione, origini ed evoluzione internazionale
L’acronimo LOD può assumere significati differenti a seconda del sistema di riferimento.
Il concetto si è sviluppato inizialmente in ambito internazionale, soprattutto attraverso le classificazioni utilizzate negli Stati Uniti, dove i LOD sono stati associati a differenti gradi di affidabilità e completezza della rappresentazione degli elementi (Level of Development) all’interno di un modello BIM.
All’interno di questa impostazione si è affermato anche il concetto di LOD come Level of Detail, riferito più specificamente al grado di dettaglio con cui un oggetto viene rappresentato.
Il significato di LOD in BIM non coincide, quindi, semplicemente con la quantità di dettaglio grafico visibile sullo schermo, ma il livello riguarda lo sviluppo complessivo dell’oggetto e può comprendere sia la componente geometrica sia quella informativa.
Nel linguaggio operativo internazionale è particolarmente diffusa la scala LOD 100, 200, 300, 400 e 500, utilizzata per descrivere progressivamente il grado di sviluppo di un elemento. Questa scala non deve essere sovrapposta automaticamente alla classificazione italiana.
In Italia, la norma UNI 11337-4:2017 ha introdotto una classificazione specifica dei livelli di sviluppo degli oggetti, articolata nella scala A, B, C, D, E, F e G, che descrive lo sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti e si applica a edifici, infrastrutture e altri prodotti del settore delle costruzioni.
La differenza tra i due sistemi LOD in BIM dipende infatti dalla classificazione adottata e dal contesto contrattuale e normativo e non devono essere considerati come una semplice equivalenza numerica.
La normativa italiana: UNI 11337-4
In Italia il riferimento fondamentale per i livelli di dettaglio BIM è la UNI11337-4:2017, dedicata all’evoluzione e allo sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti.
Tale normativa adotta una classificazione alfabetica, per evitare di confonderla con le scale numeriche utilizzate in altri sistemi internazionali.
I sette livelli previsti sono:
- LOD A – oggetto simbolico: l’elemento è rappresentato in modo essenziale e simbolico;
- LOD B – oggetto generico: l’elemento viene identificato attraverso caratteristiche generali;
- LOD C – oggetto definito: vengono introdotte caratteristiche geometriche e informative maggiormente definite;
- LOD D – oggetto dettagliato: l’elemento raggiunge un livello di definizione adeguato a una fase progettuale più avanzata;
- LOD E – oggetto specifico: l’oggetto è definito con caratteristiche specifiche, utili alla realizzazione;
- LOD F – oggetto eseguito: rappresenta l’elemento as built, cioè coerente con quanto effettivamente realizzato;
- LOD G- oggetto aggiornato: riguarda l’elemento nella fase di gestione e manutenzione del patrimonio esistente.
La norma considera inoltre due grandi componenti dell’informazione: quella geometrica e quella non geometrica. Nel linguaggio BIM internazionale vengono comunemente associate, rispettivamente, ai concetti di LOG (Level of Geometry) e LOI (Level of Information).
È quindi importante evitare un equivoco: LOD 300 non equivale automaticamente a LOD C. Le due classificazioni appartengono a sistemi terminologici differenti e devono essere utilizzate nel contesto normativo e contrattuale di riferimento. La UNI 11337-4 si applica inoltre a differenti ambiti, prevedendo scale riferite, tra gli altri, agli edifici, agli interventi di restauro, alle opere territoriali e infrastrutturali e al cantiere.
Il quadro normativo BIM italiano continua inoltre a evolversi: nel 2026 è entrata in vigore la UNI 11337-11:2026, relativa ai flussi informativi digitali per i procedimenti autorizzativi tramite e-Permit. Non sostituisce la UNI 11337-4, ma conferma l’ampliamento progressivo della serie UNI 11337 verso una gestione digitale sempre più estesa del processo edilizio.
Esempi pratici di applicazione dei LOD (scala 100-500)
La scala LOD 100 200 300 400 500 è una delle classificazioni internazionali più utilizzate per descrivere progressivamente lo sviluppo di un elemento BIM. Come detto, non va però sovrapposta senza distinzione alla classificazione A-G della UNI 11337-4, prevalentemente italiana.
Un modo semplice per comprendere gli esempi di LOD in BIM è osservare l’evoluzione di una porta.
LOD 100: rappresentazione concettuale
Al LOD 100 l’elemento è rappresentato in maniera concettuale o simbolica. Non è ancora necessario definire con precisione tutte le sue caratteristiche geometriche.
In una fase preliminare, per esempio, una porta può essere rappresentata come un elemento indicativo all’interno di una parete, sufficiente per ragionare sulla distribuzione degli spazi e sulle quantità complessive.
LOD 200: elemento generico
Il componente assume caratteristiche geometriche indicative e informazioni generiche. La porta può avere dimensioni approssimative, tipologia e posizione definite, senza che siano ancora specificati tutti i dettagli costruttivi.
Il modello può quindi essere utilizzato per analisi preliminari, coordinamento e stime.
LOD 300: elemento definito
Il componente raggiunge un livello di definizione tale da rappresentare in modo preciso forma, dimensioni, posizione e quantità.
Una porta può essere identificata attraverso larghezza, altezza, verso di apertura, tipologia e altre caratteristiche necessarie alla progettazione. Il modello diventa utilizzabile per una progettazione BIM più dettagliata e per la produzione degli elaborati necessari alla fase progettuale.
LOD 400: elemento costruttivo
Al LOD 400 l’oggetto contiene un livello di sviluppo adeguato alle esigenze della fabbricazione e dell’installazione. Per la porta possono comparire informazioni relative a componenti, sistemi di fissaggio, modalità di posa, produttore o specifiche tecniche.
Il modello non descrive più soltanto ciò che deve essere costruito, ma contiene informazioni utili a definire come l’elemento viene effettivamente realizzato e installato.
LOD 500: elemento verificato e rappresentativo dell’opera realizzata
Il LOD 500 è associato alla rappresentazione dell’elemento così come verificato nell’opera reale, quindi in una logica as built. La porta può essere collegata alle informazioni effettivamente riscontrate dopo la realizzazione, comprese quelle necessarie alla successiva gestione.
Questa sequenza dimostra perché il livello di dettaglio non debba essere aumentato indiscriminatamente: ogni passaggio deve rispondere a un’esigenza informativa concreta.
Dall’approccio rigido al LOIN (Level of Information Need)
L’evoluzione più significativa del metodo riguarda il passaggio da una logica basata sul “quanto dettaglio devo inserire?” a una domanda più precisa: quali informazioni sono necessarie per raggiungere l’obiettivo previsto?
È il principio alla base del LOIN (Level of Information Need), oggi disciplinato a livello internazionale dalla UNI EN ISO 7817-1:2024. La norma stabilisce concetti e principi per definire in modo coerente il livello di fabbisogno informativo e le relative consegne nel BIM.
LOD e LOIN in BIM: quale differenza?
Il concetto di LOIN consente di superare una visione eccessivamente rigida dei livelli numerici o alfabetici. Non si stabilisce semplicemente che un oggetto debba essere “LOD 300”, ma si definisce quali informazioni geometriche, alfanumeriche e documentali siano necessarie per uno specifico uso.
Ad esempio, per una finestra destinata al computo metrico può essere sufficiente disporre di geometria, dimensioni, tipologia e materiale. Per la manutenzione dell’edificio potrebbero essere invece necessarie informazioni aggiuntive come produttore, codice del componente, garanzia, frequenza di manutenzione e documentazione tecnica.
Il LOD continua a essere utilizzato nei contesti in cui la classificazione dei livelli di sviluppo è richiesta o consolidata, mentre il LOIN introduce una metodologia maggiormente orientata agli obiettivi e al fabbisogno informativo.
La UNI EN ISO 7817-1:2024 specifica infatti che il livello di fabbisogno informativo deve essere correlato alle informazioni da scambiare e consegnare durante il ciclo di vita del bene costruito.
I vantaggi dei LOD per progettisti, costruttori e committenza
Definire correttamente i livelli di dettaglio BIM permette innanzitutto di stabilire aspettative condivise tra i soggetti coinvolti nel progetto.
Per i progettisti significa sapere quali informazioni devono essere sviluppate in ciascuna fase, evitando sia modelli troppo poveri sia un’eccessiva modellazione anticipata. La progettazione BIM diventa così più controllabile e coerente con gli obiettivi del progetto.
Per imprese e costruttori, livelli correttamente definiti facilitano l’utilizzo del modello per attività come approvvigionamento, coordinamento, pianificazione e costruzione. Un oggetto adeguatamente sviluppato può inoltre essere collegato a quantità, costi e informazioni utili alla produzione.
Infine, per la committenza il vantaggio consiste soprattutto nella maggiore chiarezza delle consegne informative. Il livello di dettaglio richiesto può essere definito nei documenti di gestione informativa e verificato nel corso dell’avanzamento del progetto.
Il tema assume particolare rilevanza anche negli appalti pubblici. L’articolo 43 del D.Lgs.36/2023 prevede, dal 1° gennaio 2025, l’adozione dei metodi e degli strumenti di gestione informativa digitale per determinate opere di nuova costruzione e interventi su costruzioni esistenti di importo superiore a 2 milioni di euro, con le condizioni e le eccezioni previste dalla norma. Lo stesso articolo richiama interoperabilità, scambio dei dati e contenuto minimo del capitolato informativo.
Come il software Namirial BIM integra e gestisce i LOD?
Nell’ambito delle soluzioni BIM per l’edilizia, la gestione dei LOD acquista valore quando il modello informativo non rimane isolato, ma può dialogare con gli strumenti utilizzati per computazione, analisi e verifica, unendo una modellazione potente con una progettazione di qualità.
In quest’ottica, il software Namirial BIM è il risultato dell’evoluzione di Archicad, ideato e strutturato appositamente per soddisfare le necessità dei professionisti che operano nel campo della progettazione edilizia e impiantistica, avendo anche l’esigenza di una modellazione digitale seria e altamente affidabile, oltre che semplice e intuitiva.
La sua struttura semplificata e la sua focalizzazione sull’impiantistica e sulle funzioni tecniche del progetto edile consentono di lavorare in modo più efficiente e mirato, risparmiando tempo prezioso durante la fase di progettazione. Grazie agli specifici add-on infatti è possibile espandere e personalizzare Namirial BIM a seconda delle proprie necessità.
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